Ossa”, dal racconto popolare dell’osso che canta, alla storia di Placido Rizzotto, con Alessio Di Modica

Questo spettacolo racconta due storie di ossa.
La prima è la fiaba dell’osso che canta è un classico dei racconti legati al mondo della pastorizia.
Dal nord Europa all’Africa ogni cultura ha la sua versione di questa storia. I temi principali sono il tradimento e la memoria: un fratello ammazza l’altro e tenta di nascondere il suo crimine. Questo racconto veniva tramandato in tutta la crudeltà dell’anima popolare.
In questo spettacolo Alessio Di Modica ne presenta una personale versione intrisa della simbologia isolana popolare
pastorale.
Ma questa fiaba somiglia tanto a una storia vera, alla storia di Placido Rizzotto: sindacalista siciliano che animò il
movimento di occupazione delle terre a Corleone dando vita alla prima forma di antimafia sociale del dopoguerra
che in embrione già cominciava a muoversi per tutta l’isola.
Rizzotto fu ammazzato dalla mafia e poi fatto sparire nel tentativo dei suoi assassini di occultare il corpo e far scordare
l’uomo e l’operato fino a offuscarne il ricordo. Ma le sue ossa ritrovate in una foiba canteranno e riusciranno
a far vincere la memoria sulla dimenticanza.
Le due storie vengono cuntate con uno stile narrativo semplice e asciutto, possiamo dire ridotto all’osso, uno stile
popolare tra la ricostruzione storica e il fiabesco, dove il vero e l’immaginario si intrecciano indissolubilmente.

Quizquilia” un percorso di gioco per quello che “non è” solo un gioco, di Franco Liuzzi

Per quanto possa far sorridere, l’origine del quiz attinge a piene mani da quel progetto di televisione pedagogica che tanto stava a cuore a Filiberto Guala, l’amministratore della prima Rai. Il bisogno di alfabetizzazione degli Italiani fu bene interpretato da programmi come Telescuola (1958) e Non è mai troppo tardi (1959). Ma furono gli ascolti del quiz a generare un cambiamento ed un’accelerazione decisivi.
Non c’é dubbio che un ruolo strategico fu assolto da Mike Bongiorno.
Dagli anni 50 agli 80 si sono susseguiti numerosissimi programmi capaci di dimostrare che coloro che “le risposte le sanno” possono evolversi socialmente…
Quizquilia è l’occasione per raccontare l’importanza del passaggio all’inizio degli anni 80 dal Quiz ad un nuovo genere: il Game show.
La componente spettacolo prende il sopravvento sul quiz e dunque sulle domande a cui rispondere per effetto di una preparazione.
Il Quiz riuscì a stimolare tra il 1954 e il 1979 gli Italiani con un modello che presentava il concorrente preparato e dunque abile vincitore, come un eroe da imitare, a cui ispirarsi.
Il Game Show invece afferma un modello che non solo punta al divertimento ma che introduce la componente della fortuna. Si vince non per abilità e preparazione ma perché fortunati.
È forse ardita ma non priva di senso l’ipotesi che nel corso di questi 36 anni, questo genere che è stato alimentato da format di importazione, abbia prodotto gli effetti di una straordinaria e perenne campagna di comunicazione con cui ci siamo convinti che “nella vita ci vuole fortuna” e che dunque tentar non nuoce.
Perché nella vita c’è un pacco per tutti.

Scarafaggi”, la mafia e l’estorsione spiegata ai bambini, di Alessio Di Modica

Questa è la storia di una serena cittadina , nella quale un giorno di sole è arrivato silenzioso un misterioso “virus” che trasforma gli abitanti in scarafaggi. Impossibile non incontrarlo! C’è chi ne viene subito contagiato. C’è chi invece decide di combatterlo.

Questo virus si chiama MAFIA!!

Il primo a prenderlo è Il signor Volpetti, persona distinta e rispettabile che comanda la città, gestisce tutti gli affari e soprattutto si arricchisce chiedendo il pizzo ai poveri commercianti.
Ma pure quelli che restano in silenzio, accettando queste angherie come la normalità prendono il virus trasformandosi in scarafaggi.
Ma c’è pure chi non si gira dall’altra parte, chi riflette e si ribella, riuscendo a salvare anche chi è già stato colpito:
il fruttivendolo Pino. Il morbo colpisce il mondo degli adulti come quello dei bambini attraverso piccole azioni
talmente ”normali” da passare inosservate. Adulti e bambini possono scegliere se accettare questa “infezione”
oppure lottare contro di essa.
Partendo da questo paese immaginario si racconta la storia di coloro che lottano contro le mafie anche a costo
della pro-pria vita. Si racconta di come i piccoli gesti quotidiani a lavoro, a scuola, per strada siano le armi migliori
per sconfiggerle. Proprio la scuola è il contesto dove tutto si sperimenta, si conosce e si riconosce e sarà proprio
la maestra Carlina a dare il “Là” al cambiamento, al vento nuovo per sconfiggere questa malattia.